Storia e Ruolo del Frigorifero

Storia e ruolo del frigorifero

Tutti quanti abbiamo nelle nostre case un frigorifero che utilizziamo per conservare più a lungo gli alimenti acquistati. Ormai nella nostra cultura è diventato un oggetto praticamente indispensabile, ma si tratta di un elettrodomestico relativamente nuovo, che sostituisce la vecchia ghiacciaia.

Non voglio annoiarvi con una lezione di storia, ma è importante sapere che prima del 1851 (anno in cui è stato ideato e realizzato il primo frigorifero) i metodi di conservazione come l'essiccatura e la salatura erano i più utilizzati, ma purtroppo erano anche responsabili di importanti alterazioni delle qualità nutrizionali e organolettiche  (sapore, colore e odore) degli alimenti.

Un'ulteriore vantaggio della nascita del frigorifero fu l'incremento del commercio. Infatti grazie alla conquista del freddo si riuscirono a trasportare e conservare i prodotti per lunghi periodi di tempo mantenendo le caratteristiche simili a quelle originali.

Per curiosità vi dico che il primo frigorifero domestico è stato messo in vendita nel 1913 negli USA ma non ebbe un grande successo in quanto utilizzava sostanze altamente tossiche.  Fu negli anni '30 che si ebbe la svolta, quando DuPont mise in commercio il "freon" (messo al bando nel 1985) estremamente meno pericoloso delle precedenti sostanze utilizzate nei primi frigoriferi, anche se molto tossico per l'ambiente.

Gli Italiani invece dovettero aspettare gli anni '50 per poter acquistare il loro primo frigorifero.

Ma perchè è così importante?

Prima di tutto dobbiamo capire cosa succede ad un alimento se lasciato a temperatura ambiente. Prendiamo adesso come riferimento una temperatura standard di 25°C. Possiamo utilizzare come esempio calzante la mela.

frigorifero

Come si vede da queste immagini, una mela può presentarsi in forme diverse:

Nella prima immagine vediamo una mela acerba, ancora attaccata alla pianta e che quindi viene ancora nutrita da essa affinchè si sviluppi al meglio.

Nella seconda immagine vediamo una mela perfettamente matura e pronta per essere consumata. Da questo momento in poi inizia la degenerazione dei tessuti della mela che possiamo osservare nelle figure 3 e 4. La mela dapprima cambia colore ed inizia ad essere attaccata dai microrganismi che la ricoprono e che si trovano nelle vicinanze.

Il risultato di questo processo sarà quindi una "mela andata a male" ossia marcita (fig.3 ) o con muffa sulla superficie (fig.4).

In questi casi possiamo vedere come processi degenerativi a carico dei tessuti portino la mela a non essere più consumabile in maniera sicura. In questo caso vengono quindi fortemente alterate le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche della mela, che risulta essere non più consumabile.

Questo è ciò che accade agli alimenti destinati al consumo alimentare umano. C'è però una differenza fondamentale tra di essi: la velocità con cui ciò avviene. Questa dipende dalle caratteristiche fisiche e chimiche degli alimenti come per esempio la presenza di una percentuale maggiore o minore d'acqua. Non a caso l'essiccatura un tempo veniva utilizzata come metodo di conservazione degli alimenti in quanto sottraeva acqua dall'alimento da conservare e "seccava" i tessuti, i quali andavano in contro a degradazione molto più lentamente.

 

Il frigorifero rallenta i processi degradativi sfruttando un principio diverso: la bassa temperatura. Infatti ogni alimento contiene al suo interno un certo numero di microrganismi in continua replicazione. Questi microrganismi però si moltiplicano solo a determinate temperature e, se si scende intorno ai 4°C smettono di replicare. Addirittura arrivando a temperature sotto lo zero come -18°C o -20°C essi vengono degradati, quindi "muoiono". Questo è uno dei motivi per i quali si consiglia di congelare la carne almeno per 48h prima di consumarla cruda.

Proprio per questo è indispensabile saper utilizzare il frigorifero al meglio, impostando la giusta temperatura e disponendo in maniera corretta gli alimenti al suo interno.

 

Per una descrizione più dettagliata consultare il sito personale della Dott.ssa Fadda e la sua pagina Facebook.

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