Ritardi e disturbi specifici di linguaggio

Quando e come intervenire?

Capita spesso che i genitori, spontaneamente o indirizzati dai pediatri o dalle maestre, si rivolgano agli specialisti per una valutazione del linguaggio, preoccupati dal fatto che il loro bambino non parli o parli meno di quanto ci si aspetterebbe ad una determinata età.
Il ritardo semplice e il disturbo specifico di linguaggio (DSL) sono condizioni molto frequenti nei bambini in età prescolare, ma genericamente sono considerati come disturbi transitori dello sviluppo con una prognosi favorevole.
Di seguito alcuni chiarimenti per aiutare a comprendere cosa sono i DSL e a chi rivolgersi per aiutare i propri bambini.

Cosa sono i DSL?

Il disturbo specifico del linguaggio (DSL) è un disturbo evolutivo del linguaggio, detto appunto "specifico" in quanto non è collegato o causato da altri disturbi evolutivi del bambino.
Il DSL si manifesta dunque quando abbiamo un’inadeguatezza linguistica del bambino, ovvero una discrepanza tra la competenza del soggetto e il livello medio che invece dovrebbe possedere alla stessa età, nonostante tutte le altre funzioni (motorie, cognitive ecc) siano nella norma.
I DSL sono quindi disordini “puri”, ovvero non sono identificabili dei fattori causali noti.
Diverso infatti è il caso in cui il disturbo di linguaggio si manifesti in associazione ad altre condizioni patologiche (deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi o relazionali), poiché in questo caso ci troviamo di fronte ad un disturbo del linguaggio evolutivo SECONDARIO, in soggetti che presentano una difficoltà linguistica ma dove è già presente un quadro che compromette altri livelli come: ritardo cognitivo, disturbi pervasivi dello sviluppo, gravi disturbi della funzione uditiva o disagi socio-culturali.
In tali condizioni il disturbo di linguaggio deve essere messo in relazione con il quadro clinico del bambino.

I DSL sono tra i disturbi neuropsichici più frequenti in età prescolare (tra i 2 e i 6 anni) e si stima che la percentuale sia tra il 5-7%, per poi ridursi all’ 1-2% in età scolare. Il disturbo è inoltre 3-4 volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine.

Dal momento che spesso i bambini con DSL arrivati a scuola si trovano ad avere difficoltà a livello scolastico, ed è dimostrato come molti bambini con DSA, ovvero disturbi specifici dell’apprendimento come dislessia (difficoltà a leggere), discalculia (difficoltà nel conteggio e nei calcoli), disortografia e disgrafia (difficoltà a scrivere in modo corretto e leggibile), abbiano avuto in precedenza un disturbo di linguaggio, è evidente come ci sia il bisogno di una diagnosi e di un intervento precoce per evitare future ricadute sociali.

Il disturbo si può manifestare a più livelli e perciò viene suddiviso in:

  • Disturbo di tipo fonologico, in cui ad essere deficitaria o ritardata è la capacità di produrre correttamente suoni, alterando quindi l’efficacia comunicativa del bambino. Il sistema semantico-lessicale e la capacità morfo-sintattica non sono invece alterate perciò il bambino avrà un vocabolario sufficientemente ricco e l’abilità di strutturare frasi corrette in relazione alla sua età.
  • Disturbo del linguaggio espressivo, in cui vi è una compromissione del linguaggio espressivo nel complesso quindi non solo a livello di suoni ma anche a livello semantico e morfosintattico. In questi casi il bambino avrà un vocabolario molto povero, difficoltà di espressione, inadeguatezza nel narrare fatti ed eventi, mentre la comprensione risulta nella norma se non addirittura molto alta.
  • Disturbo di comprensione del linguaggio, dove si trovano difficoltà sia sul versante espressivo che in quello ricettivo per cui il bambino avrà una comprensione ed una capacità di esprimersi al di sotto della sua età.
Quali sono i fattori su cui porre l’attenzione?

Secondo gli studi la presenza di alcune caratteristiche nell’evoluzione del linguaggio del bambino dovrebbero essere un campanello d’allarme per i genitori. Tra questi:

  • Assenza di lallazione (produzione di sillabe semplici ripetute come “ma-ma-ma..”) tra i 5-7 mesi e i 9-10 mesi

  • Assenza dei gesti come quello dell’indicare, mostrare, salutare a 12-14 mesi

  • Assenza o scarsa presenza di gioco simbolico a 24-30 mesi

  • Vocabolario ridotto: intorno ai 24 mesi il bambino dovrebbe avere acquisito circa 100 parole e comincia a combinarle tra di loro in piccole frasi.
    Se il numero è inferiore alle 20 parole a 18 mesi e inferiore a 50 a 24 mesi potrebbe esserci un sospetto DSL.

  • Ritardo nella comparsa delle prime combinazioni gesto-parola

  • Deficit nella comprensione di ordini a 24-30 mesi

  • Persistere di un eloquio poco chiaro e comprensibile dopo i 30-36 mesi

Naturalmente lo sviluppo del linguaggio è molto variabile da caso a caso per questo si consiglia sempre di rivolgersi ad uno specialista per far valutare il singolo bambino.
L’esplosione del vocabolario e del linguaggio in generale avviene solitamente intorno ai 30 mesi, età attorno al quale il bambino produce sempre più parole e comincia a strutturare frasi.

Come intervenire?

Risulta molto importante segnalare l’eventuale presenza di questi problemi ed intervenire precocemente con una visita medico-specialistica, durante la quale si potrà effettuare la diagnosi di DSL, a cui seguirà un appropriato intervento logopedico da parte del terapista.
Il logopedista, quindi, a seguito della diagnosi del medico specialista, dovrà effettuare una valutazione del linguaggio utile per impostare il futuro lavoro con il bambino. Tramite colloquio con i genitori si indagherà l’evoluzione generale del soggetto, e più in particolare quella comunicativa e linguistica, si osserverà il bambino in un momento di gioco informale per individuare le aree linguistiche deficitarie, e si somministreranno alcune prove di linguaggio tenendo conto delle competenze, dell’età e dei livelli di collaborazione ed attenzione del bambino.
Terminata la fase di osservazione e valutazione delle abilità del soggetto, il logopedista pianificherà l’intervento riabilitativo, stabilendo obiettivi primari e secondari sulla base della tipologia di DSL riscontrata e sulle caratteristiche, anche comportamentali e di collaborazione, che il bambino possiede.

 

Punto essenziale di ogni intervento logopedico con il bambino sarà sempre il gioco, così da motivare e mantenere sempre alta la collaborazione del piccolo paziente e farlo apprendere ma divertendosi!!

 

                                                                                                                                                                                                                                                            Dott. Martina Siri

                                                                                                                                                                                                                                                       Logopedista - Centro Medico De Amicis

 

 

 

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