Perché non riesco a seguire una dieta?

Vi siete rivolti ad un ottimo professionista della nutrizione che vi ha fatto una dieta ad hoc, eppure non riuscite a seguirla. Vi siete mai chiesti il perché?
Innanzitutto è bene ricordare che il cibo non è solo nutrimento, ma è anche cultura, piacere, ed istinto primordiale. Per questo l’alimentazione si basa maggiormente sulle emozioni, piuttosto che sulla ragione. Già questo aspetto può aiutarci a far luce sulle motivazioni che rendono così difficile un percorso alimentare rigido o imposto (per varie ragioni).
Quando parliamo di dieta dovremmo pensare ad un regime alimentare sano da perseguire ogni giorno, e non ad un insieme di comportamenti alimentari da seguire rigidamente finché non abbiamo raggiunto il peso forma. E’ poi importante non dimenticare la dimensione emotiva del cibo, aspetto spesso trascurato in molte diete.
Purtroppo quando si inizia una dieta, non di rado la nostra mente inizia a pensare a tutte le restrizioni da mettere in tavola, a tutto ciò a cui dobbiamo rinunciare. Entrano in azione meccanismi di responsabilità, doveri, rinunce e sacrifici, che danno vita ad un vortice senza fine composto da restrizioni, obblighi, ed inevitabili trasgressioni che portano al declino del nostro impegno, causando sensi di colpa e malessere.
Un piano alimentare controllato è anche controllante, poiché mette in primo piano il cibo, che diventa protagonista della nostra vita quotidiana tra proibizioni e attacchi di fame improvvisi a cui rinunciamo (ma non sempre) con fatica. In tutto ciò però che spazio rivestono le nostre emozioni, i nostri desideri? Se il nostro cervello non riceve segnali di benessere, soddisfazione, eccitazione, ecco che tendiamo a compensare mangiando.
Per dimagrire è necessario ri-scorprire e far ri-nascere tutto quello che i chili in più tengono coperto, il nostro Io nella sua interezza. Aggiungete entusiasmo, progetti, iniziative, attività, insomma tutto ciò che è emozione, perché dimagrire è prima di tutto una questione mentale. Se il vostro corpo e la vostra mente non saranno arricchiti con elementi positivi, ecco che andrete a ricercarli nel cibo.
A fronte di una dieta che non funziona, è utile chiedersi il perché. Spesso la risposta coincide con frustrazione dovuta alle restrizioni alimentari, problemi logistici su cosa mangiare e quando mangiare, e attacchi improvvisi di fame nervosa con conseguenti sensi di colpa. Ascoltando i miei pazienti, mi capita molte volte di percepire il senso di impotenza di fronte ad una dieta. Spesso non si rendono conto del malessere che provano, pronti a barattare un po’ di serenità con un chilo di meno e così inevitabilmente la dieta preposta è destinata a fallire. In questi casi è molto importante rivolgersi ad uno psicologo esperto in Psicologia del Comportamento Alimentare attento ad ascoltare i bisogni del paziente, e condurre un piano di psicoeducazione alimentare che tenga conto della globalità della persona, intesa come unità mente-corpo. Il lavoro dello psicologo in collaborazione con un dietologo o un nutrizionista è essenziale per offrire un servizio integrato e completo.
Ricordiamoci che in un piatto non ci sono solo carboidrati, proteine, o grassi, ma sono presenti anche emozioni, pensieri, e desideri. Ascoltiamoli!
Articolo a cura della Dott.ssa Veronica Capogreco

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