I fattori di rischio in età preadolescenziale di sviluppo dei disturbi temporo-mandibolari

I fattori di rischio in età preadolescenziale di sviluppo dei disturbi temporo-mandibolari

disturbi temporo-mandibolari

Questo articolo vuole porre l’attenzione sull’importanza di una valutazione preventiva dello sviluppo dell’articolazione temporo-mandibolare in fase pre-adolescenziale includendo l’analisi dei fattori di rischio associati: le malocclusioni e le parafunzioni.

Quanto questi due fattori di rischio influiscono sullo sviluppo della patologia?

Quali parafunzioni sono maggiormente implicate?

In allegato, ( a richiesta ) il questionario di valutazione dei disturbi temporo-mandibolari dedicato ai bambini (6-12 anni).

I DISTURBI TEMPORO-MANDIBOLARI

I disordini dell’articolazione temporo-mandibolare includono diversi disturbi muscolo-scheletrici e neuromuscolari che coinvolgono i muscoli masticatori, l’articolazione temporomandibolare e le strutture associate.

Alla base della valutazione del grado della disfunzione clinica c’è la registrazione dei segni che sono dolorabilità dei muscoli alla palpazione, rumore articolare e incoordinazione articolare, dolore all’articolazione, ridotta apertura e mobilità in latero-trusione della mandibola con dolore riferito dal paziente.

I segni e sintomi dei disturbi cranio-mandibolari sono osservati soprattutto negli adolescenti e la maggior parte degli adulti che ne soffrono riferiscono che questi si sono instaurati dall’età adolescenziale1.

La prevalenza nella popolazione adulta varia dal 19% al 39%.

Il 40% ha click articolare2.

Le donne sono maggiormente colpite rispetto agli uomini e il range di età va dai 20-50 anni e la prevalenza dei segni di grado moderato è molto elevata.

La prevalenza nella popolazione infantile non supera il 23% 3 percentuale più bassa rispetto a quella rilevata nel campione di adulti.

Tuttavia per impostare programmi di prevenzione specifici per i disturbi cranio-mandibolari è importante valutare quali sono i fattori di rischio associati ai DCM già durante l’infanzia1.disturbi temporo-mandibolari

Tre grandi gruppi di fattori anatomici (A), neuromuscolari (N), psicologici e comportamentali (P) che predspongono a sviluppare i segni e sintomi clinici dei DCM.

Tratto da “Temporomandibular joint and masticatory muscle disorders”, E. Gunnar, 1994

Tra i fattori di rischio implicati nello sviluppo di tale patologia si annoverano le parafunzioni.

LE PARAFUNZIONI

Le parafunzioni sono degli atteggiamenti viziati ripetuti e perpetuati nel tempo che portano ad un sovraccarico dentale, muscolare e articolare.

Tra le parafunzioni più comuni troviamo l’onicofagia, l’eterofagia (mordere oggetti come penne, matite, giochi ecc.), la diapnosi (succhiamento compulsivo effettuato con le labbra), la masticazione compulsiva (gomme da masticare, caramelle dure), il bruxismo e il “jaw play”.

Il jaw play è una abitudine viziata in cui il bambino compie piccoli movimenti mandibolari in lateralità senza contatto tra i denti e questa abitudine è positivamente associata ai comuni disturbi all’articolazione e comporta tensione muscolare e dolore all’apparato stomatognatico.

Il perpetuarsi dello stimolo parafunzionale può andare in primo luogo a creare una disfunzione al livello dei muscoli masticatori i quali sono stati considerati i primi siti della patologia.

PREVENZIONE

La percentuale di DCM nella fascia d’età pre-adolescenziale è più bassa rispetto all’età adolescenziale e adulta ma è proprio in questo range di età che si deve porre l’attenzione per far attività di prevenzione riducendo i fattori di rischio per tale patologia.

Per questo si è reso necessario attuare un programma di prevenzione attraverso un’anamnesi odontoiatrica più precisa e mirata attraverso l’utilizzo di un questionario somministrabile nell’età pre-adolescenziale (6-12 anni).

IL QUESTIONARIO

Partendo dal fatto che non esiste ad oggi un questionario dedicato al paziente pediatrico per l’analisi dell’apparato stomatognatico, si è disegnato un questionario specifico per indagare sulla salute e lo sviluppo del sistema stomatognatico in una popolazione infantile. In letteratura non sono ancora stati introdotti questionari di questo tipo come affermano diversi articoli4,5, e quelli dedicati agli adulti sono stati utilizzati indistintamente anche per la popolazione infantile6 .

Il questionario ha altresì lo scopo di intercettare precocemente i primi segni e sintomi dei disturbi craniomandibolari e individuare quali atteggiamenti e abitudini scorrette assume il paziente durante le attività quotidiane.

Diversi sono le figure chiave all’interno del team degli studi odontoiatrici, igienista, ortodonzista, gnatologo, odontoiatra ecc.. in questo caso ci soffermiamo sull’importanza del ruolo dell’igienista.

La figura dell’igienista dentale in collaborazione con l’odontoiatria è molto importante durante questa fase di screening e raccolta dati: il questionario infatti è rivolto a pazienti tra i 6-12 anni, una fascia di età in cui l’igienista e l’odontoiatra possono intervenire per modificare ed eliminare i fattori di rischio prima che si instauri o si aggravi il disturbo all’articolazione temporo-mandibolare.

Questi possono essere eliminati grazie al contributo dell’ortodonzista o del gnatologo in base al tipo di competenze e cause della patologia, per quanto riguarda la riabilitazione dell’occlusione, e dell’igienista nel suo ruolo fondamentale di prevenzione.

L’Igienista dentale ha infatti il compito di informare la famiglia e il paziente su quali sono le abitudini viziate e le parafunzioni che possono influire negativamente sullo sviluppo dell’articolazione temporomandibolare e quali sono i fattori di rischio che possono portare al manifestarsi dei disturbi articolari.

I RISULTATI

Il questionario è stato utilizzato nella Clinica Odontoiatria dell’Ospedale di Padova dove sono stati compilati 120 questionari e abbiamo potuto notare che vi è una alta frequenza di parafunzioni nei pazienti pediatrici con disturbi temporo-mandibolari dunque è importante tenerne conto per la diagnosi e per intercettazione precoce7

Le parafunzioni che influenzano di più il potenziale rischio di sviluppare dolore articolare è muovere la mandibola senza contatto tra i denti e portarla in posizione di protrusione8

In particolare muovere la mandibola senza contatto tra i denti (jaw play), il bruxismo, la suzione, l’utilizzo prolungato di chewingum e mordersi la guancia sono risultati essere dei fattori di rischio potenziali e statisticamente significativi per lo sviluppo di click articolare, dolore all’articolazione temporo-mandibolare e muscoli masticatori.

Come si è potuto notare attraverso l’analisi dei dati raccolti, i segni e sintomi dei disturbi temporo-mandibolari sono già presenti nei bambini tra i 6 e i 12 anni,9 ma si presentano in una forma più lieve rispetto che nell’adolescenza.

In base a questi dati risulta fondamentale agire nella fascia dei pazienti in età evolutiva.

Le anomalie funzionali del sistema stomatognatico in associazione con le malocclusioni nella dentizione mista possono causare disfunzioni già nella fase pre-adolescenziale. Questo significa che i bambini a rischio ortodontico e con parafunzioni si sviluppano in pazienti con disturbi temporo-mandibolari già da piccoli.

E’ molto importante dunque il ruolo preventivo dell’igienista dentale che grazie ad una accurata anamnesi gnatologica può intercettare i fattori di rischio che potrebbero portare il bambino allo sviluppo nell’adolescenza dei veri e propri segni e sintomi dei disturbi temporo-mandibolari.

Revisione letteratura e protocollo di ricerca a cura della Dott.ssa Sofia Drivas

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