Diabete e malattia parodontale: La presa di coscienza

Diabete e malattia parodontale: La presa di coscienza

diabete denti

Diversi decenni di ricerca hanno dimostrato le strette interrelazioni tra il diabete e la parodontite. si Questa presa di coscienza dovrebbe essere incorporato in pratica dentale. Ma ciò avviene realmente ? Esiste un reale interscambio tra i vari specialisti sia come informazione al paziente che come approccio terapeutico ??? scopo di questo articolo è stimolare il cambio traiettoria di epidemie così strettamente correlate come il diabete e la parodontite; due vere pandemie mondiali per numero di persone coinvolte.

Questo articolo sintetizza le prove sul link diabete-parodontite, propone idee per la stratificazione del rischio di pazienti odontoiatrici con il diabete e la parodontite, e costruisce un un modello di rischio-pronostico che prevede

la prima identificazione di pazienti odontoiatrici che hanno alterazioni glicemiche.

Poiché il diabete e la parodontite cronica sono correlati, agiscono singolarmente come amplificatori dell’ infiammazione totale. È importante sottolineare che, quando entrambe le malattie sono presenti, il totale dell’onere infiammatorio è sinergicamente aumentato. In passato, la responsabilità per la diagnosi del diabete e la cura delle persone con diabete erano delegate al medico mentre all’odontoiatra, all’igienista la diagnosi di parodontite… oggi questo passaggio diagnostico deve essere condiviso dall’intero team per avere il successo terapeutico.

L’influenza del diabete sulla gravità della malattia parodontale è stato segnalato nel 1964. Cinquanta anni di ricerca, dal momento che questo rapporto è stato riconosciuto nulla è stato fatto in senso di linee guida, AIRO ha cercato di effettuare una revisione su linee attuabili all’interno dello studio odontoiatrico e stimolare la corretta informazione del paziente e degli operatori sanitari. Inoltre sarebbe fondamentale una tavola rotonda tra tutti gli specialisti del settore che promuoveremo quanto prima.

Di seguito riportiamo alcune classificazioni utili ad inquadrare i pazienti diabetici. A fianco di questo inquadramento riteniamo che i test e le terapie non chirurgiche siano di estremo supporto al trattamento.

  • Pazienti con diabete senza malattia parodontale conclamata

 Come prima cosa è importante determinare se il diabete del paziente è ben compensato o scarsamente controllato. In questi casi è necessario richiedere al paziente che presenta tale patologia di fornire gli esiti più recenti di emoglobina glicata. (ci fornisce il dato “storico” del diabete) L’obiettivo nella cura del diabete è quello di mantenere i livelli di zucchero nel sangue più vicino alla normalità. Il mantenimento di dell’emoglobina glicata al di sotto o intorno al 7% riduce le complicanze del diabete e di conseguenza può anche ridurre il rischio di parodontite. Al contrario, un aumento del glucosio nel sangue può segnalare una maggiore suscettibilità alla parodontite. E’ fondamentale, inoltre, monitorare attentamente i cambiamenti dello stato parodontale dei pazienti, educarli circa un aumento del rischio di infezioni, comprese le malattie parodontali, ed è importante rivedere l’ABC di gestione del diabete

  • Pazienti con diabete e malattia parodontale non trattata

La parodontite non trattata può solo peggiorare il controllo glicemico !!, di conseguenza le persone con parodontite non trattate dovrebbero essere istruite circa l’impatto che la malattia può avere sul controllo glicemico e circa l’aumento del rischio per le complicanze del diabete. I pazienti devono essere informati di come il trattamento della parodontite possa migliorare il controllo della glicemia e quindi ridurre il fabbisogno insulinico. È compito del professionista incoraggiare l’approvazione del piano di trattamento parodontale raccomandato

Pazienti con diabete e malattia parodontale controllata

 Il controllo del cavo orale programmato ad intervalli di 3 mesi può essere efficace nel mantenimento della salute del parodonto. Infatti ad oggi è attestato che non vi sia metodo migliore della terapia parodontale professionale per incrementare il controllo glicemico nella persone diabetiche. Il controllo periodico da uno specialista della salute orale può evidenziare eventuali variazioni negative degli indici parodontali che possono essere un segnale d’allarme per il prediabete non identificato; non solo, ma anche la presenza di tasche profonde può essere associata allo sviluppo di intolleranza al glucosio.

  • I pazienti con malattia parodontale ai quali non è stato diagnosticato il diabete

L’infezione periodontale è correlata positivamente con l’intolleranza al glucosio, e dato il ruolo di infiammazione parodontale cronica nell’aumento del rischio di diabete, è comprensibile quanto sia importante lo screening di routine in pazienti che hanno parodontite per un’eventuale diagnosi il diabete o pre-diabete. I pazienti devono, inoltre, essere informati che il trattamento della malattia parodontale può ridurre l’infiammazione in tutto il corpo e che la malattia parodontale, se non trattata, può essere un fattore di rischio per il diabete di tipo 2

  • I pazienti con pre-diabete

I vari parametri parodontali possono essere estremamente utili da identificare nelle persone che possono avere prediabete.

Se il pre-diabete non è adeguatamente controllato, c’è una probabilità che i pazienti siano più suscettibili alla distruzione parodontale (cioè aumento BOP, PD, perdita di attacco e perdita di osso marginale). Recentemente, i ricercatori hanno scoperto che il fluido crevicolare (GCF), può essere una fonte per lo screening di glucosio nel sangue durante l’esame parodontale di routine ed Herman e i colleghi hanno stimato che il 30% dei pazienti che si presenta allo screening e che ha 30 anni o più può avere forme di prediabete. Il team di odontoiatri ed igienisti dentali deve collaborare affinché si eviti o si ritardi l’insorgenza del diabete, aiutando il paziente a migliorare le proprie condizioni di vita.

Qual è quindi la direzione del futuro? La continua proposizione di modelli di previsione del rischio, che prevede l’identificazione del paziente odontoiatrico con il diabete

L’obiettivo della ricerca futura sarà proprio quello di formare professionisti sanitari della salute orale in grado di guardare più attentamente quei pazienti odontoiatrici con alterazioni glicemiche, aiutandoli nel modificare il proprio stile di vita con delle corrette abitudini.

Revisione letteratura : Luca Viganò- Federica Colussi

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